Il Santa Petronilla non è una struttura solo per disabili motori - Comune di Siena

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Il Santa Petronilla non è una struttura solo per disabili motori

 

<<Perché - ha chiesto Marco Falorni di Impegno per Siena - il Centro diurno “Santa Petronilla” non torna alla sua destinazione originaria, ospitando solo disabili motori e non, come sta avvenendo, anche portatori di diversi tipi di handicap?>>.

L’assessore alla sanità Anna Ferretti nel rispondere all’interrogazione ha ripercorso la storia della struttura ricordando che già per un quesito, posto nel 1998 dall’allora consigliere Francesco Giardini all’assessore Mirella Strambi, si parla del centro diurno dedicato a ospitare persone con handicap fisici, psichici e sensoriali, così come nella delibera consiliare del 2002 con la quale fu approvato il regolamento di accesso, dove, fra l’altro, si specifica che gli ospiti devono essere “soggetti le cui gravi disabilità rendono impraticabili percorsi scolastici, formativi e lavorativi”. <<Quindi – ha detto la Ferretti – nessuna delle specifiche evidenziate dal consigliere Falorni. Forse, si sarà parlato di disabilità motoria nella fase di progettazione e realizzazione della struttura, ma da quando è stata aperta, sia per la parte diurna sia quella residenziale, non è stato preso in considerazione questo tema>>.

L’assessore nel ricordare come, anche a livello di normativa regionale, non si prevedano strutture rispondenti ad una sola tipologia di handicap e come, per la socializzazione diurna, consiglino fortemente non i centri diurni bensì forme socio-terapeutiche in ambienti diversificati come, del resto, l’amministrazione comunale già sta facendo.

<<Infatti – ha concluso la Ferretti – una persona in grado di autodeterminarsi va sostenuta nel miglior modo così che possa avere, per il maggior tempo possibile, una propria autonomia. Su questi temi spero lavori, con impegno, la Fondazione Futura, in collaborazione con i servizi sociali del Comune. Lo sforzo deve essere quello di pensare a un centro diurno, “un durante-dopo di noi”, non più una casa di riposo per disabili, ma una realtà di piccoli nuclei sparsi sul territorio, integrati nei nostri quartieri, dove la socializzazione sia naturale e l’assistenza sia fatta in modo continuativo senza costringere la persona a vivere anzitempo i ritmi di una struttura. Stiamo lavorando, riflettendo anche con la USL, ad una revisione generale per un progetto sostenibile e rispondente ai bisogni degli ospiti>>.

Marco Falorni si è dichiarato parzialmente soddisfatto. Nel palesare, infatti, <<Soddisfazione per la competenza e l’impegno dimostrati dall’assessore Ferretti, insisto, però, in un ritorno alla destinazione originariamente ipotizzata, ma poi non contemplata, perché nel corso degli anni il numero dei disabili motori presenti nel centro, prima elevato si è ora quasi annullato. E non credo sia un caso>>.